Un'idea di Franc Arléo
Queste terre non sono spopolate. Sono eradicate.
Il progetto
Ho aiutato famiglie e persone a spostarsi e a vivere in luoghi inediti in cui l'uomo è stato eradicato grazie a ciò che abbiamo definito progresso. L'uomo qui è stato strappato dalla terra come fosse gramigna dai filari della vite — in meno di due generazioni, lungo tutta la spina dorsale del belpaese e lungo aree costiere meravigliose. Abbiamo spolpato prima campagne e poi interi paesi.
Sono nato in Lucania nel millenovecentosettantaquattro. Sono stato, nell'ultimo scorcio del Novecento, uno degli ultimi pastori di capre sugli Appennini Mediterranei. Ho camminato versanti che non avevano più nome perché non c'era più nessuno a chiamarli, a nominarli. Ho scritto di questi luoghi nei miei libri — li ho attraversati con la Geosofia.
Rurarity nasce dal cammino, dal mio taccuino, dai crinali, dal silenzio di altipiani, serre, ische. È una selezione di ruralità rara — ecoregioni appenniniche e coste dei pastori marittimi — scelta secondo criteri precisi: acqua propria, aria che non pesa, distanza dalle sorgenti di veleno, vita selvatica ancora viva, silenzio misurabile.
Chi sceglie di abitare di nuovo questi luoghi non si trasferisce. Si radica e costruisce comunità. Penetra nel sottosuolo del tempo, inumidisce le vecchie radici ancora vive e fa rigirare le foglie verso una nuova luce. Questa io la chiamo da anni: Riforestazione Umana degli Appennini Mediterranei.
In questa pagina trovi ciò che può aiutarti a cercare e trovare una soluzione per radicarti nella ruralità rara italiana. Se non trovi ciò che ti occorre nemmeno qui, scrivimi e ti aiuterò.
Risultati concreti
La Riforestazione Umana degli Appennini Mediterranei è un'idea che cammina. È entrata nei luoghi, ha mosso persone, ha attraversato confini. Famiglie che dall'estero hanno scelto di radicarsi sugli Appennini — la RAI le ha seguite. La Geosofia è arrivata fino a Stoccarda, portata all'Istituto Italiano di Cultura. I libri hanno raggiunto chi stava attraversando le sue terre incognite personali. Il podcast racconta il metodo a chi vuole capire da dove viene tutto questo.
Podcast · Spreaker
Attenzione Il profilo e la newsletter di Franc Arléo su LinkedIn non esistono — sono stati chiusi. L'unico canale ufficiale è questo sito: francarleo.com
Come scegliamo le aree
Non ogni territorio è uguale. Ci sono luoghi che si sono svuotati lasciando la terra integra, e luoghi che si sono svuotati dopo averla consumata. Rurarity sceglie solo i primi — e lo fa misurando quello che conta davvero.
Fiumi, sorgenti, acquiferi di superficie. Territori con acqua viva che non dipende da grandi reti artificiali. L'acqua è il primo segno che una terra è ancora viva.
Lontananza dal traffico industriale pesante. Vento che arriva da dove arriva — dall'orografia, non dall'autostrada. Aria che non pesa.
Nessuna area a rischio SEVESO, nessun inceneritore, nessun polo logistico pesante nel raggio che conta. Le trivelle e i montaggi li lasciamo alla cinematografia.
Boschi, prati stabili, specie endemiche. Luoghi dove l'istricio, il nibbio, il lupo esistono — non come attrazione, ma come vicini di casa.
Meno di 50 abitanti per chilometro quadrato. Comuni che si svuotano da almeno due generazioni. Più il vuoto è profondo, più la radice che si pianta ha spazio per crescere.
Assenza di grandi arterie stradali vicine. Cieli notturni dove le stelle esistono ancora. Il silenzio è la prima lingua di questi luoghi.
Un dato trasparente, mai un requisito assoluto. Abbastanza segnale per chi lavora da remoto — abbastanza silenzio digitale per ricordarsi dove si è.
Lingua, tradizioni, architettura rurale, tracce di civiltà antiche ancora riconoscibili. Non luoghi qualsiasi — luoghi che ti guardano e ti chiedono chi sei, e se conosci il nome del vento.
Queste terre non sono spopolate. Sono eradicate.
Come usare Rurarity
Subito sotto trovi la sezione agevolazioni. Alcune misure — il Regime Impatriati al 50%, la flat tax al 7% per chi torna in pensione dall'estero, i bonus per chi si radica in montagna — cambiano il conto di tutto. Prima di cercare casa, capire a cosa hai diritto è il primo gesto concreto.
Leggi le ecoregioni appenniniche e le coste dei pastori marittimi — non come guide, ma come mappe dell'eradicazione. Ogni territorio ha un carattere: c'è quello che ti guarda e ti chiede se conosci il nome del vento, e quello che ancora non sa di aspettarti. Scegli. Poi usa i link filtrati — casali, masserie, cascine, baite — direttamente sui portali nazionali.
Radicarsi è altro dal trasferirsi. Penetrare nel sottosuolo del tempo, inumidire le vecchie radici ancora vive, farle ributtare verso la luce. Rurarity ti porta al luogo. Il resto lo fai tu. Una porta, senza intermediari e senza commissioni.
Incentivi e fiscalità
Esistono misure statali, regionali e comunali che possono aiutarti a spostarti e a radicarti nelle ruralità rare con misure fiscali concrete. Non affidarti solo a queste misure, ma osservale e cerca di utilizzarle con etica autentica per riforestare con la tua presenza un luogo fra quelli indicati più in basso. Qui le misure aggiornate al 2026, con i soli link verificati alle fonti primarie.
Rientro dall'estero · D.Lgs. 209/2023 art. 5
Per chi trasferisce la residenza in Italia dal 2024, dopo almeno 3 periodi d'imposta di residenza fiscale all'estero. Il reddito da lavoro dipendente o autonomo concorre alla base imponibile IRPEF solo per il 50% del suo ammontare — per 5 anni. La quota scende al 40% se il lavoratore si trasferisce con un figlio minore residente in Italia. Valido anche per chi lavora in smart working per datori esteri, liberi professionisti e autonomi con partita IVA professionale. Tetto di reddito agevolabile: 600.000 euro annui.
Requisiti principali: residenza fiscale all'estero per almeno 3 periodi d'imposta consecutivi · attività lavorativa svolta prevalentemente in Italia · impegno a mantenere la residenza per almeno 4 anni · il rientro dallo stesso datore di lavoro richiede 6–7 anni all'estero · base normativa: art. 5 D.Lgs. 209/2023, modificato dall'art. 22, c. 1 L. 132/2025.
Agenzia delle Entrate — scheda ufficialePensionati dall'estero · art. 24-ter TUIR
I titolari di pensione erogata da soggetto estero che trasferiscono la residenza in un comune del Mezzogiorno con meno di 20.000 abitanti pagano una flat tax del 7% su tutti i redditi prodotti all'estero — pensioni, dividendi, rendite, proventi da liquidazione di società estere — per 9 periodi d'imposta. Il regime include anche i comuni dell'Appennino Centrale colpiti dai terremoti del 2009 e 2016 con meno di 20.000 abitanti. Una delle agevolazioni fiscali più favorevoli d'Europa per chi rientra in pensione.
Requisiti principali: titolarità di pensione erogata esclusivamente da soggetto estero · trasferimento della residenza in comune del Mezzogiorno (Sicilia, Sardegna, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise, Puglia) o dell'Appennino Centrale sisma, con meno di 20.000 abitanti · non essere stati fiscalmente residenti in Italia nei 5 periodi d'imposta precedenti (l'AIRE non è requisito formale per i cittadini italiani, ma l'iscrizione aiuta a documentarlo) · durata: 9 periodi d'imposta · base normativa: art. 24-ter TUIR.
Agenzia delle Entrate — scheda ufficialeLegge Montagna · L. 131/2025 · in vigore dal 20 settembre 2025
La Legge sulle Zone Montane (L. 131/2025) introduce due misure concrete distinte. Prima misura: credito d'imposta parametrato agli interessi passivi del mutuo per under 41 che acquistano o ristrutturano la prima casa in un comune montano classificato — valido per 5 periodi d'imposta. Seconda misura: esonero totale dai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (fino a 8.000 euro/anno per lavoratore) per le imprese con dipendenti under 41 che lavorano in smart working stabile in comuni montani sotto i 5.000 abitanti e vi trasferiscono la residenza — valido per gli anni 2026–2027, ridotto al 50% nel 2028–2029. Terza misura: credito d'imposta per giovani imprenditori under 41 che avviano piccole o microimprese in comuni montani dal 20 settembre 2025.
Requisiti principali — mutuo: età inferiore ai 41 anni nell'anno di accensione del mutuo · immobile adibito a prima abitazione principale in comune montano classificato · escluse categorie catastali A/1, A/8, A/9 · Requisiti — smart working: lavoratore under 41 al 20 settembre 2025 · contratto a tempo indeterminato · lavoro agile stabile in comune montano sotto 5.000 abitanti · trasferimento di residenza da comune non montano al comune montano · base normativa: L. 131/2025, G.U. n. 218 del 19/09/2025.
Gazzetta Ufficiale — testo integrale L. 131/2025Regione Calabria · FOSMIT · bandi annuali
La Calabria ha approvato la graduatoria definitiva del bando "Abita Borghi Montani Calabria" — 89 comuni ammessi — finanziato con il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT). I comuni selezionati pubblicano avvisi pubblici locali: chi risulta vincitore riceve un contributo una tantum per trasferire la residenza in un comune con meno di 3.000 abitanti e mantenerla per almeno 5 anni. Accanto a questo, è in fase di attivazione il Reddito di Residenza Attiva per under 40 che avviano un'attività in comuni sotto i 2.000 abitanti: fino a 28.000 euro erogati in tranche mensili (800–1.000 euro/mese per 2–3 anni).
Requisiti Abita Borghi: maggiore età · trasferimento residenza in comune calabrese sotto 3.000 abitanti entro 90 giorni dall'accoglimento · provenienza da comune italiano sopra 5.000 abitanti o dall'estero · mantenimento residenza per almeno 5 anni · Reddito Residenza Attiva: 18–40 anni · avvio attività imprenditoriale · comune sotto 2.000 abitanti.
Regione Calabria — graduatoria e comuni ammessiRegione Abruzzo · L.R. 32/2021 · bandi annuali
L'Abruzzo eroga 2.500 euro annui per 3 anni a chi trasferisce la residenza in uno dei 173 comuni montani classificati UNCEM con meno di 3.000 abitanti e calo demografico superiore alla media regionale. L'importo raddoppia a 5.000 euro/anno se si avvia un'attività imprenditoriale nel nuovo comune. Dal 2022 al 2024 la misura ha attirato 1.543 nuovi residenti e sostenuto 30 nuove attività. Cumulabile con l'assegno di natalità regionale (ulteriori 2.500 euro annui per ogni figlio nato nei primi tre anni). Domanda tramite SPID sul portale regionale.
Requisiti: cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno valido · residenza in Italia da almeno 5 anni · trasferimento residenza in comune abruzzese montano entro 90 giorni dall'accoglimento · mantenimento per almeno 5 anni · base normativa: L.R. 32/2021.
Sportello Digitale Regione Abruzzo — presenta domanda via SPIDRegione Sardegna · L.R. 3/2022 · bandi comunali
La Sardegna ha stanziato complessivamente 360 milioni di euro (2022–2025) per contrastare lo spopolamento nei comuni con meno di 3.000 abitanti. Il contributo per la prima casa è a fondo perduto: fino al 50% della spesa sostenuta, con un tetto di 15.000 euro per soggetto. I bandi sono pubblicati dai singoli comuni assegnatari delle risorse. Misura parallela: contributo di 15.000 euro (fino a 20.000 se si crea occupazione) per chi apre o trasferisce un'attività nei piccoli comuni, gestito dalle Camere di Commercio regionali.
Requisiti prima casa: immobile in comune sardo con meno di 3.000 abitanti al 31/12/2020 · residenza entro 18 mesi dall'acquisto o dalla fine lavori · non modificare la residenza per 5 anni · il richiedente può provenire da un comune con più di 3.000 abitanti o dall'estero · base normativa: art. 13 L.R. 3/2022.
Regione Sardegna — sezione misure anti spopolamentoRegione Emilia-Romagna · bandi periodici
La Regione Emilia-Romagna ha finanziato più edizioni del Bando Montagna per under 40 (e nuclei familiari con almeno un componente nato dopo il 1980) che acquistano la prima casa in uno dei 121 comuni appenninici selezionati. Il contributo va da 10.000 a 30.000 euro a fondo perduto, pari al 50% della spesa sostenuta. Bandi aperti periodicamente: l'edizione 2022 ha visto 5 milioni di euro disponibili. La Regione ha confermato l'intenzione di rifinanziare la misura. Verificare l'apertura di nuovi bandi sul portale regionale.
Requisiti storici del bando: almeno un componente del nucleo nato dopo il 1/1/1980 · residenza anagrafica o attività lavorativa in Emilia-Romagna · ISEE inferiore a 50.000 euro (60.000 per nuclei da formare) · acquisto o recupero di immobile esistente nei comuni appenninici selezionati · nessun precedente contributo pubblico per acquisto casa.
Regione Emilia-Romagna — Portale MontagnaDorsale appenninica
Scopri cosa sono e quali sono le ecoregioni italiane — scarica il documento ufficiale senza registrarti.
Nove sezioni della spina dorsale — dalla Calabria alla Liguria. Una mappa dell'eradicazione e delle radici ancora vive.
Se non trovi qui nei link che ti indico una casa di campagna, un casale, un casale di pietra, una cascina, una baita, uno chalet, scrivimi cosa stai cercando e ti darò una mano. Ricorda con attenzione: non sono un agente immobiliare e non faccio l'intermediario di immobili. La mia è una missione: aiuto luoghi spopolati, eradicati, a ritrovare vita. Come ho scritto la chiamo: Riforestazione Umana degli Appennini Mediterranei. Se vuoi aiutarmi a portare avanti questa mia missione puoi leggere i miei libri e capire perché lo faccio.
La Calabria interna è il territorio più dimenticato d'Italia — e forse il più integro. Le foreste della Sila e dell'Aspromonte, fiumi che scendono verso due mari, borghi greci e albanesi dove la lingua è ancora viva sotto la corteccia dell'abbandono. Qui la Regione ha capito qualcosa: offre fino a 28.000 euro a chi ha meno di 40 anni e decide di avviare un'attività nei comuni spopolati, e 5.000 euro annui per chi viene in pensione o lavora in remoto e sceglie di fermarsi. Un segnale che il vuoto ha stancato anche chi lo ha prodotto.
La terra incognita per eccellenza — la sua. L'Appennino Lucano è tra le aree più eradicate d'Europa, con una densità abitativa che in alcune zone scende a un abitante per chilometro quadrato. Acqua propria, aria che non pesa, silenzio che porta la lingua originaria di questo posto. La Lucania è il cuore di Rurarity — e il cuore della Geosofia. Qui la pianta-umana è stata strappata più in profondità, e qui le radici vive sono ancora più antiche.
L'Alta Irpinia, i Monti Picentini, il Vallo di Diano. Territori densi di storia e svuotati di memoria viva — non perché la memoria sia morta, ma perché chi la portava addosso è andato altrove. Borghi di pietra grigia, castelli normanni, foreste che la troupe non ha ancora scoperto. Ancora silenziosi. Ancora in attesa di un pollone che sappia fare il verso alle bestie e richiamare il silenzio dei fossi.
Il Molise è diventato il nome dell'eradicazione italiana — il luogo che non esiste, dicono quelli che non ci sono mai stati. Esiste, invece. Boschi di faggio, fiumi limpidi, borghi di pietra grigia dove le finestre sbattono a ore fisse come campanili senza messe. L'Appennino Sannita è uno dei silenzi più profondi d'Italia. I prezzi degli immobili lo dicono chiaramente: qui il vuoto è ancora grande abbastanza da fare spazio.
L'Abruzzo ha la riserva idrica più grande d'Italia — e alcune delle aree più vuote. I parchi nazionali ci sono, ma l'entroterra aquilano e la fascia collinare chietina vivono ancora fuori dalla sceneggiatura. Casali di pietra in mezzo a territori dove il lupo esiste e il silenzio dei fossi ha ancora il sapore dell'origine. La Regione riconosce 2.500 euro all'anno per tre anni a chi sceglie di fissare radici in un comune montano abruzzese.
La dorsale centrale porta creste calcaree bianche, valli fluviali con acqua fredda e borghi che il sisma del 2016 ha colpito ma non distrutto — solo svuotato più in fretta. Scegliere questi muri è decidere che devono stare in piedi ancora. Le agevolazioni per i comuni terremotati si sommano alle misure nazionali — e la terra aspetta qualcuno che conosca il nome dei crinali.
Il Casentino, la Lunigiana, la Maremma interna, l'Appennino reggiano. Quattro nomi, quattro caratteri diversi, una sola cosa in comune: la terra si è svuotata senza esaurirsi. L'acqua scorre ancora, il bosco respira ancora, i muri di pietra reggono ancora. Luoghi con identità dura, lontani dalla Toscana da cartolina che ha consumato il suo stesso nome.
Tra Romagna e Toscana la dorsale porta foreste di faggio, pievi romaniche senza messa e vallate dove il Savio scende ancora limpido. Il Parco delle Foreste Casentinesi è uno dei più grandi boschi d'Europa — e intorno, i borghi si spengono uno a uno. Pochi li nominano. Qualcuno comincia a fermarsi.
L'entroterra ligure è uno dei territori più eradicati d'Italia — e tra i meno nominati. Valli di castagno quasi deserte a pochi chilometri dal mare, borghi aggrappati alle creste come campanacci che non suonano più. Bormida, in Alta Valle Bormida, è diventata un caso — non per la sua bellezza, che è antica, ma perché qualcuno ha deciso di fermarsi. Una terra che ti guarda e aspetta di vedere se conosci il versante.
Coste rare
Guarda anche giù, guarda verso il mare. Certi paesi costieri non sono più che fotografie stagionali — trattati a fisarmonica dalle stagioni: si gonfiano d'estate e si svuotano d'inverno e non cantano più. Le barche in secca sembrano resti di cetacei. Anche i paesi marittimi hanno bisogno della tua linfa. Queste sono le coste che Rurarity ha scelto: non le coste della moda, ma quelle dei pastori marittimi.
Granito rosa, calette che non hanno ancora un nome sulle mappe dei turisti, borghi di pescatori quasi deserti. L'entroterra è immediato — si sale dall'acqua all'Appennino in pochi chilometri, come se il mare e la montagna non avessero mai smesso di appartenere alla stessa civiltà. È la costa dei pastori che scendevano al mare d'estate e risalivano d'autunno. Ancora integra. Ancora silenziosa. Ancora in attesa di un virgulto di ulivo lungo il ciglio della marina vecchia.
Il mare più antico d'Italia. Su questo tratto di acqua sono arrivati i greci — hanno fondato Sibari, Crotone, Locri, hanno piantato le prime colonie della storia occidentale. L'entroterra è Aspromonte e Sila, due territori verticali che scendono al mare con i loro fiumi pieni di ghianda e silenzio. Quasi completamente fuori dalla sceneggiatura turistica. I prezzi degli immobili dicono quello che non dicono le guide: qui il vuoto è ancora grande.
La Basilicata ha quaranta chilometri di costa ionica — dune, pinete, la foce del Sinni che scende dall'Appennino senza fretta. Dall'altra parte del territorio c'è Maratea: l'unico affaccio tirrenico della Lucania, una delle coste più belle d'Italia e tra le meno battute. In mezzo, la terra dei pastori marittimi — quelli che conoscevano il versante e il nome del vento, che sapevano fare il verso alle bestie e l'uscita al largo senza che nessuno gliene avesse mai fatto un monumento.
Il Cilento dei borghi arroccati, delle masserie abbandonate, degli uliveti millenari che scendono a terrazzamenti verso il mare. Fiumi limpidi che ricadono come ghianda al suolo. Un Parco Nazionale che non ha ancora consumato il suo stesso nome. Qui la dieta mediterranea era quello che si mangiava perché la terra lo produceva, e la terra lo produceva perché la gente la conosceva versante per versante.
La Maremma che non si nomina — quella interna, lontana dal lusso balneare. Pascoli, butteri, lagune e pinete dove il vento non trova ostacoli. La provincia di Grosseto ha la più alta superficie di aree naturali protette in Toscana — e i prezzi degli immobili rurali dicono ancora quello che la terra dice: che c'è spazio, che la radice può entrare nel sottosuolo senza trovare cemento. Un paesaggio che aspetta qualcuno che ne possieda l'orizzonte senza bisogno di fotografarlo.
Il Gargano è un'anomalia geologica — un promontorio calcareo che porta una foresta di faggio fin sopra al mare. La costa nord, verso le lagune di Lesina e Varano, è quasi deserta. L'entroterra garganico ha borghi di pietra bianca, tradizioni pastorali ancora vive nei gesti se non più nei numeri, una memoria che non si è ancora fatta cartolina. Area del Regime 7% per chi viene da fuori in pensione. Area di silenzio per chi cerca una crepa di pietra dove radicarsi come pollone.
Geosofia e letteratura
Esiste uno stile dei luoghi che — come lo stile di vita — impatta sulle nostre visioni del mondo, sulle nostre narrazioni, sulle nostre biografie, ma anche sulle nostre funzioni fisiologiche e cellulari. Nel nostro rapporto con la terra siamo a un crocevia. Non sappiamo come spiegarlo, ma lo percepiamo in profondità. Come possiamo recuperare una visione spirituale e allo stesso tempo pratica della terra, dei luoghi, dei territori?
Geosofia è l'unione tra le parole greche Geo — Terra — e Sophia — Saggezza. Rappresenta la conoscenza dei territori attraverso le interpretazioni, le esperienze, le narrazioni e le visioni significative di ogni persona. Il concetto venne introdotto nel 1947 dal geografo John Kirtland Wright, che con Geosofia indicava soprattutto la percezione immateriale delle persone rispetto alla loro idea della terra.
Per comprendere fino in fondo cosa intendo leggi i miei libri. Se vuoi osservare e leggere il mio taccuino con i luoghi che osservo vai su Taccuino.